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L’art. 10, punto 6, della L. 220/2012 (ex art. 1130 c.c.) afferma che l’amministratore deve «curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all’amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L’amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l’amministratore

acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili».

L’anagrafe condominiale deve quindi racchiudere tutte quelle certificazioni riguardanti la perfetta funzionalità degli impianti, ovvero le cosiddettedichiarazioni di conformità  e dichiarazioni di rispondenza degli impianti previste dal Decreto Ministeriale n. 37/2008.

Il proprietario degli impianti elencati nel suddetto D.M. (es. antenne televisive, energia elettrica, ecc.) deve ottenere, al momento dell’installazione e ristrutturazione da parte di un’impresa abilitata, un certificato di conformità di un impianto fatto a regola d’arte nel rispetto della normativa vigente. L’art. 7, comma 6, del suddetto D.M. 37/2008 stabilisce che «nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste».

Chi non è in possesso delle certificazioni di conformità e rispondenza può essere soggetto a sanzioni erogabili dalle Camere di commercio. Inoltre, l’esistenza delle certificazioni è condizione necessaria per il rilascio delcertificato di agibilità (d.p.r. n. 380/2001), seppur tale certificato di abitabilità, se risalente a circa venticinque o trent’anni fa, potrebbe non essere sufficiente ad attestare la conformità degli impianti alle norme vigenti.

L’agibilità potrebbe rappresentare l’unico documento utile ad attestare la sicurezza delle unità immobiliari. Ai sensi dell’art. 24, comma 1, del d.p.r. n. 380/2001 «il certificato di agibilità attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente».

Chi non possiede le certificazioni come si deve comportare? Bisogna dotarsene per poi comunicare all’amministratore almeno gli estremi identificativi. È importante che i condomini siano costantemente collaborativi nel fornire all’amministratore i dati richiesti. In caso contrario l’amministratore potrà avanzare una richiesta di accesso e copia per i documenti relativi ai dati sulla sicurezza che il condomino non ha comunicato.

Per agevolare i condòmini nell’assolvimento dell’obbligo di comunicazione dei dati richiesti si deve compilare, sottoscrivere e riconsegnare un modello di autocertificazione che dovrà essere sottoscritto e riconsegnato allo scrivente amministratore possibilmente con gli allegati indicati. In caso di cessione a qualsiasi titolo dell’unità immobiliare in Condominio (compravendita, locazione, ecc.) sarà altresì necessario trasmettere idonea comunicazione come da appositi modelli per l’autodichiarazione.

 

 

 

È stato istituito nella sede operativa ABICONF CAGLIARI di Via Goffredo Mameli 96 al piano 6 intern. 12 lo Sportello del Consumatore.
La responsabile è la Rag.Caterina Vincenti Cell. 3711947794 Uff. 070-4517054
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Manutenzione caldaieCon l’entrata in vigore del DPR 16 aprile 2013, n. 74 (GU n.149 del 27-6-2013) le norme sui controlli dell’efficienza energetica sono cambiate: «Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 (...)

 

 

 

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Le parti contraenti di un contratto di locazione sono il locatore ed il conduttore. Le obbligazioni del locatore sono: consegnare la cosa in buono stato e che abbia il requisito dell’abitabilità, idonea all’uso convenuto e senza vizi; garantirne il pacifico godimento durante la locazione; comunicare in questura, entro 48 ore, la permanenza di eventuali cittadini extracomunitari.  (...)

 

 

 

Dal 25 maggio 2018 il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati - UE/2016/679 - sostituirà l'attuale direttiva UE sulla protezione dei dati (95/46/CE). Le novità introdotte dal nuovo GDPR hanno l'obiettivo di aumentare il livello di sicurezza sulla tutela dei dati personali delle persone fisiche ("interessati") e offrire una maggiore trasparenza sulle modalità di raccolta/utilizzo dei dati (...)

 

 

 

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Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio (art. 71 bis disp. att. c.c.) coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni; (...)

 

 

 

 

 

 

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L’incarico di amministratore normalmente ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L'amministratore può essere revocato in qualsiasi momento da parte dall’assemblea con o senza giusta causa e, in casi particolari, da parte dall’autorità giudiziaria. La revoca è adottata dall’assemblea con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore dell’edificio (500 millesimi). Basta la nomina di un nuovo amministratore per far ritenere revocato quello precedente. Nel caso di revoca ad nutum, cioè senza giusta causa, l'amministratore revocato può chiedere ed ottenere l'intero compenso annuale. Se revocato con giusta causa, cioè a seguito di gravi irregolarità, non ne ha diritto. (...)